Il due settembre 2013 il diacono Ivàn entra ufficialmente nella comunità parrocchiale di Raldon, accolto con tanta disponibilità in casa canonica come solitamente avveniva negli ultimi anni con i preti africani, ma senza minimamente immaginare, allora, quale benedizione il Signore avesse riservato a me, a don Gabriele (per il tempo in cui libero dallo studio svolgeva il suo servizio di vicario parrocchiale di Raldon) e a tutta la comunità, con il dono inaspettato di un diacono come don Ivàn.
Fin dall’inizio, nonostante la difficoltà della lingua, ha cercato di capire come funzionano lavita in canonica e l’attività pastorale della parrocchia. Poi, a mano a mano, che le relazioni di fiducia crescevano, si è mostrato uomo intelligente, riservato, attento e capace di condividere non soltanto i servizi ai quali era deputato, ma anche la sua singolare esperienza umano-cristiana che tanto ha affascinato i raldonati.
Innamorato della cultura russa e dei valori tradizionali respirati fin da piccolo in una bella famiglia, composta di mamma, papà e due figli, tutti atei, secondo il rigore del modello sovietico, ventenne e studente universitario diventa cattolico e, dopo il raggiungimento della laurea in fisica nucleare, entra in seminario a San Pietroburgo (lo stesso aperto dal nostro compaesano don Bernardo Antonini) per diventare prete cattolico, in un paese, il “suo”, in cui i cristiani russi sono nella quasi totalità ortodossa.
Il profilo che ho tracciato per il Vescovo Cattolico di Mosca può essere riassunto così:
Ivàn è una persona intelligente e umile, capace di entrare in dialogo con le persone, di ogni genere ed età, capace di collaborazione. Buon conoscitore della Parola di Dio, uomo di meditazione e di preghiera fedele e costante, sempre puntuale nella cappella della canonica il mattino e la sera, aperto al mistero eucaristico celebrato e adorato quotidianamente. L’adorazione comunitaria del giovedì l’ha visto in ginocchio per tempi prolungati. In cappella la sera bastava mettersi davanti al tabernacolo e rimanere in silenzio e subito la Presenza era percettibile. Anche per me don Ivàn è stato una bella testimonianza di fede e un aiuto a vivere nella fedeltà il mio sacerdozio.
Negli incontri avuti con i vari gruppi parrocchiali, ha dimostrato, nonostante la difficoltà della lingua, un’ottima capacità di trasmettere i contenuti della fede con intelligenza e competenza. A qualcuno è parso timido, a tutti solido nella fede e fermo nelle sue convinzioni, sempre ben motivate e documentate. Ricordo con commozione la visita agli anziani e ammalati nelle loro abitazioni, la dolcezza con cui si avvicinava a ognuno di loro e lo sforzo di alcuni nostri novantenni che, per farsi capire da lui, stentavano un italiano, spesso incomprensibile.
In casa canonica, pur con tanta riservatezza, sapeva correttamente intervenire in tutto senza bisogno di essere sollecitato. Da vero signore della casa accoglieva gli ospiti, condivideva parole e gesti e serviva con tanta precisione da lasciarmi ancora oggi stupito: sapeva fare tutto! Gli immigrati trovavano in lui un buon interlocutore.
Tutto bello! Certo che sì, anche se con me non ha mai nascosto i limiti. I ritmi incalzanti delle nostre attività lo facevano sentire inadeguato a un ministero vissuto così; la sua salute forte e nello stesso tempo debole, abbisogna di tempi lunghi di sonno e di pause ricreative; il dono del Sacerdozio Ordinato, mistero affascinante, da lui accolto con gioia e trepidazione, gli faceva provare quasi la paura di non essere all’altezza della chiamata.
A me ha regalato la gioia di vivere una forte paternità spirituale, soprattutto nei momenti di condivisione della fede e anche nel sacramento della confessione che mi richiedeva spesso.
Ora la nostra comunità, grata al Signore per l’esperienza vissuta con il diacono Ivàn, si prepara con la preghiera a celebrare la sua ordinazione sacerdotale nella cattedrale cattolica di Mosca, sabato 21 giugno. Una delegazione di Raldon, venticinque persone, parteciperà al solenne rito presieduto dal Vescovo di Mosca S.E. Paolo Pezzi e concelebrato da numerosi preti della estesissima diocesi della Madre di Dio.
Il prete novello ritornerà a Raldon per qualche giorno nel mese di settembre a celebrare per noi una Prima Santa Messa.
Tante felicitazioni, carissimo don Ivàn.
Don Fabrizio
Raldon, 16.6.2014.

