Introduzione di don Fabrizio alla celebrazione eucaristica in occasione del 13° anniversario di morte di don Bernardo Antonini e inaugurazione degli altorilievi bronzei dello scultore Sergio Cappellini
Buona sera!
Do il benvenuto
- a Mons. Tiziano Bonomi, delegato del Vescovo, conoscitore ed estimatore di don Bernardo, a Mons. Giuseppe Vantini già postulatore della causa di beatificazione e presidente dell’Associazione “Amici di don Bernardo”, agli altri preti concelebranti.
- Ai familiari del servo di Dio, in particolare al Sig. Prospero e a Madre Maria Colomba fratello e sorella di don Bernardo.
- A tutti voi, qui convenuti, per celebrare l’Eucarestia, della 5° domenica di Quaresima.
In questa Eucarestia, con parole e gesti, esprimeremo il nostro grazie al Signore anche per il dono che è stato il nostro illustre concittadino, prete e missionario integerrimo.
Don Bernardo è stato un dono straordinariamente ricco di doti umane e spirituali interamente spese per la chiesa che tanto ha amato.
Per la Chiesa, prima in Verona e poi in Russia e Kasakistan si è letteralmente consumato.
Don Bernardo è stato un dono per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, cattolici, ortodossi, musulmani e atei; Non sempre umanamente gratificato ha vissuto la sofferenza nel silenzio e in comunione con la croce di Cristo.
Oggi siamo qui a commemorare, nella prossimità del 13° anniversario di morte, l’uomo del sorriso, del dialogo e della preghiera, il prete della Parola, dell’obbedienza, dell’ecumenismo che ha affidato il suo ministero sacerdotale alla santa Vergine che chiamava comunemente “Mamma”.
Al termine della Santa Messa, lo scultore Sergio Cappellini presenterà gli altorilievi raffiguranti la figura e il ministero di don Bernardo, opera del suo genio creativo.
A nome di tutti, ringrazio fin da ora la Divina Provvidenza che ha dei volti ben precisi, quello del def. Renato Fadini, dell’associazione Amici di don Bernardo e del Sig, Prospero Antonini, che, in modo caparbio, ha voluto il completamento dell’opera che ora tutti ammiriamo.





